
Alessandro Serranò / Agf
Ztl
I permessi per circolare nelle zone a traffico limitato non sono collegati al veicolo ma alla persona autorizzata ad usufruirne. Lo spiega la Cassazione, accogliendo il ricorso di Roma Capitale che chiedeva di dichiarare legittime alcune multe elevate a una signora che più volte era entrata nella Ztl con un permesso di cui non era titolare, sostenendo che questo fosse collegato all’automobile da lei utilizzata. Alla signora, invece, aveva dato ragione il tribunale che aveva rilevato che l’auto fosse regolarmente munita di permesso: la donna aveva acquistato la vettura dal fratello, il quale, residente nel centro storico, era autorizzato ad entrare in Ztl.
La seconda sezione civile della Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’Amministrazione comunale e ha annullato con rinvio la decisione del tribunale, sottolineando “l’erroneo assunto” secondo cui “il permesso di accesso in zona a traffico limitato sia collegato al veicolo, la cui targa costituisce l’unico elemento identificativo giuridicamente rilevante, e non alla persona”.
Infatti, “se è vero – scrivono i giudici di piazza Cavour – che la targa costituisce l’unico elemento che identifica giuridicamente il veicolo autorizzato all’accesso consentendo il controllo, ciò non vuol dire che il permesso acceda al veicolo, di modo che il trasferimento del veicolo comporti anche quello del permesso”.
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